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Citazioni di Osho sulla consapevolezza

Citazioni di Osho sulla consapevolezza

Consapevolezza ed estasi si intonano all’unisono

"Quando fluisci con gioia e beatitudine, è arrivato il momento di essere consapevole, ma le persone fanno esattamente l’opposto, quando sono felici, chi se ne importa della consapevolezza? Nello stesso modo, quando sono angosciati, iniziano sicuramente a pensare che sia arrivato il momento di essere consapevoli e uscire dall’alone dell’angoscia, ma nessuno finora è mai riuscito ad uscire dall’angoscia direttamente.

Con la consapevolezza dell’estasi dobbiamo uscire dall’angoscia. Se in primo luogo sei capace di essere consapevole dei tuoi momenti di gioia, la depressione e il sentirsi a terra non arriveranno. La porta per uscire è l’estasi, quindi la strada più semplice è questa:

“Sii felice e consapevole”.

“Gioisci restando consapevole”.

"Ama e sii consapevole”.

Non mettere da parte la consapevolezza dicendoti: “Mi disturba, sono in una così bella estasi”.

La consapevolezza diventa quasi un fastidio, ma non lo è; forse all’inizio può sembrarlo, ma presto vedrai che porterà la tua estasi a vette più alte, e alla fine estasi e consapevolezza si intoneranno all’unisono e quei momenti depressivi, del sentirsi giù e a terra, di agonia, scompariranno.”

Osho, Om Shantih Shantih Shantih: The Soundless Sound, Peace Peace Peace,  Talk #1

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Consapevolezza e rilassamento sono due facciate della stessa medaglia

Osho,
 Il rilassamento per me è stato sempre uno degli stati dell’essere più importanti e, solo allora mi sembra possibile, o quantomeno più facile, essere testimone. Vorresti commentare in quale modo il rilassamento è connesso con la consapevolezza?

"Non solo sono connessi l’un l’altro, bensì quasi due facciate della stessa medaglia: non è possibile separarli. Puoi iniziare con la consapevolezza, e quindi sentirti rilassato… cos’è la tua tensione? – l’identificazione con qualsiasi pensiero: paura, morte, bancarotta, il dollaro che sta scendendo …! Tutte le tue paure sono là, le tensioni che coinvolgono il tuo corpo. Il tuo corpo inizia a diventare teso, corpo e mente non sono due entità separate, ma un sistema singolo, quindi quando la mente diventa tesa anche il corpo diventa inquieto.

Puoi iniziare dalla consapevolezza e ti porterà lontano dalla mente e dalle identificazioni con la mente. Naturalmente, il corpo inizierà a rilassarsi. Non sei più attaccato, le tensioni non possono esistere nella luminosità della consapevolezza.

Puoi anche iniziare dall’estremo opposto, solo rilassandoti … abbandonando tutte le tensioni … e non appena inizia il rilassamento, ti sorprenderai nel constatare che una certa dose di consapevolezza sta cominciando a manifestarsi: sono inseparabili. Con la consapevolezza è più semplice mentre iniziare dal rilassamento è leggermente più difficile, in quanto anche lo sforzo di rilassarsi crea una certa tensione.

Per questo motivo in Oriente non abbiamo mai iniziato la meditazione con il rilassamento, ma dalla consapevolezza. Il rilassamento poi arriverà spontaneamente, non sarai tu a portarlo – se dovrai occupartene ci sarà una certa tensione: deve succedere da solo, sicuramente verrà, e solo allora sarà un puro rilassamento.”

Osho, Satyam Shivam Sundaram: Truth Godliness Beauty, Talk #25

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La mia mano doveva muoversi con consapevolezza

"Una mattina Gautama il Budda stava attraversando un villaggio con Ananda, uno dei suoi discepoli più intimi e mentre camminava, una mosca si era posata sulla sua fronte. Budda stava rispondendo ad alcune domande di Ananda, ed era così assorbito nella risposta che, senza alcuna consapevolezza, meccanicamente, fece un gesto con la sua mano per scacciare la mosca. La mosca andò via, ma il Budda divenne di colpo consapevole di aver mosso la mano in modo meccanico e senza alcuna consapevolezza. Persino quando dormi puoi agire in questo modo, se senti che qualcosa nel sonno sta strisciando sui tuoi piedi, semplicemente la scacci via, e il sonno non viene disturbato. È un processo meccanico, il tuo corpo lo fa senza infastidirti.
Il Budda si fermò sulla strada, alzò di nuovo la mano con grazia e consapevolezza portandola alla fronte. Ananda chiese: “Che fai? La mosca è già andata via”.

Il Budda rispose: “Non sto pensando alla mosca, ma sono preoccupato, ho agito senza consapevolezza perché ero immerso nella risposta alla tua domanda, così la mia mano si è mossa meccanicamente. Adesso sto provando a vedere come avrebbe dovuto muoversi, e questo non ha nulla a che vedere con la mosca, la mia mano avrebbe dovuto muoversi con consapevolezza”.

Osho, Reflections on Khalil Gibrans The Prophet, Talk #34

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La consapevolezza è il seme della divinità che è dentro di te

"Rischia tutto per la consapevolezza ma non rischiare mai la consapevolezza, per nessuna cosa. Questo è l’impegno di un sannyasin: essere capace di perdere persino la vita ma non la consapevolezza, lui ha trovato un valore più grande della vita stessa. Non esiste un valore più grande della consapevolezza. La consapevolezza è il seme della divinità che è dentro di te. Quando arrivi ad una consapevolezza totale, al massimo livello, sei arrivato a soddisfare il tuo destino. Appena diventa più profonda, le tue azioni forse non saranno così efficenti ma avranno una nuova qualità, la qualità della grazia, che è ancora più valida. Nessuna macchina può avere la qualità della grazia. Le tue azioni, le tue parole avranno una bellezza per conto proprio.

Il modo in cui vive un uomo consapevole, in ogni momento, è pieno di grazia e di una tremenda bellezza; tutto questo viene riflesso nelle sue azioni, anche la più piccola - proprio solo nei gesti delle sue mani o nel modo in cui guarda, nella profondità dei suoi occhi o nell’autorità delle sue parole o nella musica del suo silenzio. Solo la sua presenza è una festa.”

Osho, Beyond Enlightenment, Talk #11

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La consapevolezza è semplice, molto innocente

Osho,

non ho alcuna idea di come potrebbe essere l'esatta consapevolezza”. Come poter giudicare che sto andando nella giusta direzione?

 “La consapevolezza giusta non esiste in quanto non hai la possibilità di una consapevolezza sbagliata. La consapevolezza è sempre giusta, quindi per prima cosa abbandona questa domanda, è sbagliata. Dopo aver fatto una domanda sbagliata, non puoi avere una risposta giusta per questo chiediti, con semplicità, cos’è la consapevolezza senza chiederti quale può essere la giusta consapevolezza.

La tua domanda da l’impressione sbagliata che tu sai cos’è la consapevolezza e che l’unica cosa che non sai è quale sia la giusta consapevolezza e quale la consapevolezza sbagliata. Questa falsità devi cancellarla in maniera totale dalla tua mente.

 La consapevolezza è semplice e molto innocente, l’abbiamo tutti, quindi non è un qualcosa da raggiungere ma, quando la domanda è sbagliata, porta poi ad altre domande sbagliate. Tu prima chiedi quale è la giusta consapevolezza e poi chiedi come poterla ottenere. Ma ne sei già in possesso: quando guardi un tramonto, non ne sei consapevole? O quando guardi una rosa, non ne sei consapevole? Sei consapevole del bellissimo tramonto, della bella rosa, e tutto quello di cui hai bisogno è diventare consapevole della tua consapevolezza stessa, questa è la sola cosa da raggiungere, l’unica raffinatezza.

Sei consapevole degli oggetti, adesso diventa consapevole della tua soggettività, quando guardi un tramonto sei talmente assorbito dalla sua bellezza che dimentichi completamente che esiste una bellezza più grande ancora che rende possibile osservare la bellezza del tramonto – è la tua stessa consapevolezza. Ma adesso è focalizzata sugli oggetti – il tramonto, il sorgere del sole, la luna; rimani invece travolto solo dalla consapevolezza pura e abbandona l’oggetto, resta nel silenzio, nella pace, nell’attenzione".

 Osho, The Osho Upanishad, Talk #5

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La consapevolezza si manifesta quasi come magia

“Lascia che tutto si manifesti con consapevolezza, e il miracolo è che, senza che tu dica o faccia qualcosa, tutto ciò che è brutto dentro di te si dissolve in bellezza.

La consapevolezza è una forza trasformatrice, ogni cosa che si approfondisce attraverso la consapevolezza è virtù, mentre qualsiasi cosa scompare con la tua consapevolezza, è peccato.

Non metto etichette a nessun atto come peccato, virtù, giusto, sbagliato – gli atti in se stessi non hanno queste qualità. È la tua consapevolezza. Provalo e rimarrai stupefatto nel vedere che ci sono cose in te che non possono permanere di fronte alla consapevolezza, semplicemente scompaiono.

La consapevolezza funziona quasi come una magia”.

Osho, From Misery to Enlightenment, Talk #13

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Tu sei consapevolezza

"La consapevolezza autentica resta con te, non hai bisogno di rimanerne aggrappato, chi lo farebbe? Tu sei consapevolezza: chi si attaccherà, e a chi? Nella consapevolezza non ci sono due persone – colui che si attacca e l’oggetto dell’attaccamento, ma sei uno solo. Non esiste altro che la consapevolezza, non puoi restare attaccato, ma succederà che, se rifiuti la mente, il primo passo sarà sbagliato quindi, non rifiutare – cerca di comprendere.

 Sii più attento, consapevole, ma non restare attaccato, l’aggrapparsi distruggerà tutta la bellezza. Perché l’attaccamento? Quali le paure? Ci attacchiamo solo per paura. Tu sei consapevolezza e non puoi perderla. Persino ora che sei inconsapevole del fatto di essere la consapevolezza, non l’hai persa per nulla.

La verità non può essere persa, che tu lo sappia, o no, non fa alcuna differenza. La verità resta la verità, conosciuta o no. Il tuo stato interiore profondo rimane pura consapevolezza ma tu vivi sempre nella circonferenza esterna, per questo non sei in grado di vedere il tuo centro.

Osho, The Dhammapada: The Way of the Buddha, Vol. 9, Talk #6

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Abbiamo bisogno di una nuova sintesi: consapevolezza e spontaneità

"Qual’è la differenza tra una persona infantile ed una persona che è come un bambino? La differenza è che la personainfantile non ha alcuna consapevolezza, ma è innocente: quando ha fame mangia, quando ha sonno dorme – ma la sua spontaneità ha un contesto profondo d’inconsapevolezza. La spontaneità c’è, ma è inconscia.

Quando c’è spontaneità e nel sottofondo della consapevolezza l’attenzione esiste, quando c’è attenzione senza che tu interferisca con la spontaneità ... sei così disciplinato nella tua consapevolezza che non crei una disciplina innaturale per te stesso, invece la tua attenzione ti aiuta ad essere naturale, spontaneo, a non interferire, a non reprimere, ma nello stesso tempo sei consapevole e attento.

Devi comprendere queste due cose, che ci sono persone inconsce ma innocenti: queste sono infantili, essi non entreranno nel regno di Dio, non sono dei sadu. Poi ci sono persone che sono conscie ma sono diventate innaturali, a causa della loro consapevolezza hanno iniziato ad interferire con la loro vita naturale. Queste persone sono i cosiddetti monaci, o sadu, non rappresentano la nuova sintesi di cui abbiamo bisogno, consapevolezza e spontaneità, ma sono pronti per entrare nel regno di Dio.

Una nuova combinazione, c'è bisogno di una nuova sintesi: la consapevolezza con la spontaneità. Ecco cosa vuole dire Kabir quando parla del sahaj samadhi. Sahaj significa spontaneità, samadhi vuol dire consapevolezza: consapevolezza spontanea. Se la consapevolezza interferisce con la tua spontaneità, ti sei perso. Se la tua spontaneità è contro la tua consapevolezza, hai sbagliato. Un sadhu è uno che è tutte e due insieme."

 Osho, The Path of Love, Talk #5

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La consapevolezza è il sentiero giusto

"La consapevolezza è il sentiero giusto, non essere indulgente né rinunciatario, bensì consapevole.

Qualsiasi cosa stai facendo agisci con consapevolezza: se ti muovi nelle passioni, muoviti con consapevolezza e la passione diventerà preghiera, aggiungendo una qualità totalmente diversa.

Questa qualità in Oriente è stata definita tantra. Lo stesso sesso non è più sesso, non lo è più per nulla, una volta che ti muovi nella tua passione con consapevolezza, hai modificato la qualità intrinseca, non è più solo fisico, non è più solo un rilassamento fisico, ma una totale profonda esperienza di vita, una tremenda esperienza di non-mente, una porta che si apre verso i più grandi, immensi, spazi possibili."

Osho, Ecstasy: The Forgotten Language, Talk #3
 

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Diventa più attento e meno inconsapevole

“La bellezza della consapevolezza è questa, quello che è giusto ti arricchisce, ciò che è sbagliato viene distrutto. La consapevolezza funziona molto bene come energia vitale e molto male come energia distruttiva, molto bene come una benedizione e molto male come una maledizione. Se chiedi la mia definizione della parola peccato, questa è la mia definizione: quello che può essere fatto in piena consapevolezza non è peccato, quello che non può essere fatto in completa consapevolezza, è un peccato. Oppure puoi intendere che, tutto quello che viene fatto nell’inconsapevolezza è peccato, e tutto quello che viene fatto con consapevolezza è virtù. Quindi dimenticati del peccato e della virtù, ma ricorda consapevolezza ed inconsapevolezza…

 La cosa più importante dell’evoluzione, tutto il suo centro, si trova tra la consapevolezza e l’inconsapevolezza: diventa più consapevole e meno inconsapevole, porta la tua energia ad essere infiammata soprattutto di consapevolezza, tutto qui".

Osho, Yoga: The Path to Liberation, Talk #2

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L’umanità ha bisogno di sintesi tra amore e consapevolezza

 "La consapevolezza dovrebbe diventare una freccia puntata verso te stesso, l’amore una freccia puntata verso gli altri, ti sentirai realizzato quando riuscirai a diventare un essere composto da queste due frecce. L’amore per l’esistenza intera, e la consapevolezza per il proprio essere sono la stessa cosa, due aspetti della stessa medaglia – che si aiutano a vicenda.

Se provi ad essere solamente consapevole ma senza amare, la tua consapevolezza diventerà arida, quasi come rafferma, non sarà viva e danzante, e se provi ad amare e dimentichi la consapevolezza, questo stato diventerà come un’ubriacatura, una dipendenza. Ambedue sono state sperimentate, le persone hanno provato ad amare e poi si sono sentiti persi in quest’amore, avevano perso gli ormeggi, le loro radici quindi frustrati dall’amore hanno provato ad essere consapevoli, il polo opposto, diventando chiusi come tombe ambulanti, totalmente aridi – senza foglie e senza fiori, l’albero muore.

 Ambedue hanno perso, mentre se possono essere gestite insieme, possiamo restare nel mondo senza farne parte, e qui e adesso tutto il mio sforzo è proprio questo, il più grande esperimento per la crescita dell’umanità – una sintesi tra amore e consapevolezza … e fin quando non sarà raggiunta, l’umanità sarà confusa e smarrita.”

Osho, Above All, Don’t Wobble, Talk #28

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La consapevolezza dovrebbe esserci in qualsiasi momento

"La prima cosa da comprendere: la consapevolezza dovrebbe esistere in qualsiasi momento, ma può esserci solo quando è diventata possibile senza sforzo. Con lo sforzo perdi continuamente il contatto, dovrai riposarti, lo sforzo non può essere continuo, è impossibile. Come puoi sforzarti continuamente? Dopo sarai stanco e dovrai riposare. Qualsiasi fatica fai, hai poi bisogno di riposo. Quindi, se la consapevolezza avviene attraverso lo sforzo non può avere un fluire costante e continuo ma ci saranno momenti in cui dovrai perdere la consapevolezza, questi sono i momenti del rilassamento dalla fatica.

 La vita pulsa e si muove continuamente verso l’opposto, se ti stanchi devi riposare, poi di nuovo fai uno sforzo e ti dovrai riposare. Ma esiste una consapevolezza che va al di là della vita - il trascendentale: a quel punto non c’è palpitazione in quanto è senza sforzo e avviene spontaneamente".

Osho, My Way: The Way of the White Clouds, Talk #10

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Prendi il comando del robot

"Qualsiasi cosa stai facendo, fallo consapevolmente, prendi il comando del robot – con qualsiasi cosa ordinaria, per esempio quando mangi, mangia con consapevolezza, non farlo meccanicamente, come hai fatto sempre, quando fumi, fuma consapevolmente, non permettere alla tua mano di muoversi verso il pacchetto inconsapevolmente, non tirare fuori le sigarette inconsapevolmente: fai attenzione, resta consapevole – e troverai la differenza.

Senza alcuna consapevolezza posso alzare la mia mano, proprio meccanicamente, ma posso anche alzarla con una totale consapevolezza che sento fluire nella mano. Provalo! E sentirai la differenza. Quando sei consapevole la mano si muoverà con estrema lentezza, silenziosamente, e sentirai che la mano è piena di consapevolezza e la mente sarà senza pensieri, la tua totale consapevolezza si è spostata verso la mano, adesso non hai energia per pensare.

Se invece sollevi la mano automaticamente e meccanicamente, inizi a pensare e la mano continua a muoversi. Chi sta muovendo la mano? Il tuo robot. Devi invece riuscire a spostarla da solo! Fallo nella giornata, in ogni occasione, in qualsiasi momento, mentre stai facendo qualsiasi cosa: prendi il commando del robot, e presto sarai in grado di avere maestria sul robot. Ma non provarlo in situazioni difficili – questo può essere suicida. Proviamo sempre in situazioni difficili, ma proprio a causa delle difficoltà non vinciamo mai. Inizia con situazioni semplici in cui, anche se non sei così efficiente, non sarai danneggiato nel risultato…

Prova! Inizia con cose semplici come camminare. Prova con questo, non ti recherà alcun danno. Puoi dire al robot, non sto facendo del male, sto solo camminando, facendo una passeggiata, non vado da nessuna parte – sto solo camminando. Quindi non ho bisogno di te, posso essere inefficiente.

Resta poi attento e cammina lentamente, riempiti di consapevolezza in tutto il corpo. Quando si muove uno dei piedi, muoviti con lui. Quando un piede si alza dal suolo, lascia il suolo con lui. Quando l’altro piede tocca il terreno, toccalo con lui. Sii perfettamente consapevole, con la mente non fare altro, trasforma la tua mente in consapevolezza.

Sarà difficile, il robot si intrometterà continuamente, ogni momento il robot proverà dicendo: “Cosa stai facendo? Posso farlo meglio di te”. Lui può farlo meglio, quindi prova con cose poco serie, con cose non complicate, ma semplici.

Il Budda ha chiesto ai suoi discepoli di camminare, mangiare e dormire con consapevolezza. Se riesci a fare queste semplici cose, saprai anche come affrontare cose difficili con consapevolezza, e potrai provarlo.
"

 Osho, The Book of Secrets, Talk #28

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Tutto quello che cresce nella consapevolezza è virtù

"Per me questo è il criterio: se qualcosa va più in profondità con la tua consapevolezza, va bene. Se invece qualcosa si dissolve attraverso la consapevolezza, era sbagliato, tutto quello che non può restare nella consapevolezza è un peccato, e tutto quello che cresce invece è virtù. Virtù e peccato non sono concetti sociali, bensì realizzazioni interiori.

Adopera la tua consapevolezza, è proprio solo come se ci fosse il buio e tu porti luce: il buio scomparirà. Solo con il portare luce, il buio scompare in quanto, realmente, non esiste: è solo negativo, assenza, in questo caso, di luce. Molte cose si manifesteranno pur essendo state sempre presenti, solo con il portare luce queste scaffalature, questi libri, queste mura, non scompariranno. Nel buio erano come non esistenti, non potevi vederle, ma portando luce, il buio scompare, e quello che c’è può essere rivelato. Attraverso la consapevolezza tutto quello che è negativo come è negativo il buio, si dissolve – odio, rabbia, tristezza, violenza. L’amore, la gioia, l’estasi, per la prima volta ti saranno rivelati".

Osho, The Book of Secrets, Talk #33

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Sii consapevole di te stesso

 "Qualsiasi cosa stai facendo, continuamente ripeti dentro di te: sii consapevole di te stesso e del fatto che stai facendo questa cosa. Se stai mangiando: diventa consapevole di te stesso. Quando cammini: sii consapevole di te stesso. Se ascolti, quando parli: sii consapevole di te stesso. Quando sei arrabbiato, sii consapevole del fatto di essere arrabbiato: proprio nel momento in cui sei infuriato, sii consapevole di esserlo. Questo costante ricordarti di te crea una certa energia dentro di te, un’energia molto sottile, inizi a cristallizzare il tuo essere.

Normalmente siamo solo un bagaglio approssimativo. Non esiste cristallizzazione, né un centro reale, ma una liquidità, una libera combinazione di molte cose senza un centro, una folla, che costantemente cambia e si sposta nelle direzioni, senza una guida interiore. Con consapevolezza intendo che devi diventare un maestro. Quando dico, “sii un maestro”, non voglio dire un controllore, ma intendo una presenza, una presenza continua, qualsiasi cosa fai oppure non fai, una cosa dovrebbe essere costante nella tua consapevolezza: che tu sei.

Questo semplice sentire se stessi, che uno esiste, crea un centro: un centro fermo, di riposo, di silenzio, di maestria interiore, un potere interno, e quando dico, “potere interiore”, lo intendo in senso letterario. Per questo motivo questo sutra parla di fuoco della consapevolezza. È un fuoco. È un fuoco. Se inizi ad essere attento, sentirai una nuova energia dentro di te, un fuoco nuovo, una nuova vita, e per questa nuova vita, nuovo potere, nuova energia, molte cose che ti dominavano scompariranno da sole.”

Osho, The Ultimate Alchemy, Vol. 2, Talk #1

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Adopera qualsiasi opportunità per restare attento

"Un maestro Zen scaraventandoti dalla finestra griderà dall’alto: “Sii consapevole!” Sei stato buttato fuori, sei nel mezzo, stai passando proprio attraverso la finestra – e lui urla: “Sii consapevole!” Sei caduto sulla terra, il tuo volto è cambiato – adesso la situazione è molto diversa. Stavi solo chiedendogli qualcosa di metafisico, la sua risposta invece è stata assolutamente non-metafisica – ti ha scaraventato fuori dalla finestra, mentre tu stavi solo chiedendogli se la verità esiste oppure no.

 Il fatto di scaraventare qualcuno dalla finestra è del tutto irrilevante. Ma lui dice: “Sii consapevole!” nel momento esatto in cui stai cambiando il tuo stato, la tua persona. Quando stai passando attraverso la finestra, attraversandola, non è solamente il tuo corpo che sta attraversando un cambiamento. Il tuo stato di consapevolezza sta passando attraverso un cambiamento, ed il maestro sa esattamente quando succede, e in quel momento esatto urlerà: “Sii consapevole!” Se puoi ascoltarlo per un momento sarai nel centro – scaraventato fuori dalla periferia.

 Ogni volta in cui stai cambiando una situazione, rimani attento nel guardarti dentro. Non esiste il viaggio, ma solo un salto dalla periferia al centro, e dal centro alla periferia. Il comportamento è proprio come quello di un elettrone o come in un sogno. Tutto quello che puoi ‘fare’ è approfondire la tua consapevolezza. Ma poiché la consapevolezza non è un’azione, un atto, un fare, questo ‘fare’ è negativo.

L’azione sarà in accordo quando sarai attento: ma non ci sarà azione ogni qualvolta sei consapevole. Se resti attento, non avrai nemmeno la possibilità di fare un solo respiro: se ti punto uno stiletto contro, persino il respiro si ferma e diventi così attento che ogni cosa si ferma, sei stato catapultato verso il centro. La consapevolezza non è un’azione. La schiavitù delle azioni serve solo a sfuggire la consapevolezza, e noi tutti siamo diventati dipendenti: dobbiamo fare qualcosa, continuare ad agire, così la dipendenza aiuta la continuità.


Adopera qualsiasi opportunità per restare attento – qualsiasi opportunità: ne troverai migliaia e migliaia ogni giorno. Resta attento, e sentirai il salto dalla periferia verso il centro. Quando restare nel centro diventa facile, quando essere nel centro diventa facile come entrare a casa tua, o uscire da casa … se sei per esempio fuori casa ed è diventato caldo, entri dentro casa. Ogni volta che senti di entrare vai dentro, ed ogni volta che senti di uscire vai fuori: non hai difficoltà. Quando questo movimento dalla periferia verso il centro è diventato così facile, allora sentirai l’esplosione.”


Osho, I Am the Gate, Talk #6

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