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Il Buddha che Ride (Parte 8)

Si dice che questo Hotei non volle mai essere definito 'Maestro Zen', ne volle raccogliere discepoli intorno a se. Si limitava a girare per le strade, con un sacco sulle spalle, in cui teneva dolciumi, fruttine, canditi che regalava ai bambini che si raccoglievano a giocare intorno a lui.
E, a volte, quei bambini non erano veramente tali: a volte erano giovani, adulti e vecchi... non lasciatevi fuorviare dal termine 'bambini'.
Infatti, per entrare in contatto con Hotei, si doveva essere bambini, avere cioè un cuore innocente. Ed egli distribuiva le sue cose: dolciumi, canditi, giocattoli... era un gesto profondamente simbolico, che racchiude in se il messaggio di ogni uomo religioso: non prestare troppa attenzione alla vita, non è altro che un giocattolo. Non dare troppo peso alla vita, è solo un dolciume! Assaporalo, ma non far si che ti ossessioni. Non ha nutrimento alcuno, non ha in se alcuna verità: non puoi vivere fondandoti su di esso.
Avrete sentito il detto di Gesù: 'L'uomo non può vivere di solo pane'. E potrebbe forse, l'uomo, vivere di soli dolciumi? Per lo meno il pane ha un valore nutritivo, ma i dolci non ne hanno: hanno un buon sapore, ma a lungo andare possono far male!
E a quei bambini dava anche dei giocattoli -- trattava quelle persone come bambini -- era un gesto molto significativo. Non si potrebbe trovare modo migliore, per comunicare il fatto che il mondo non è altro che un giocattolo. E la vita che tu consideri 'vita', non è nulla di vero: è falsità, un sogno, qualcosa di momentaneo. Non aggrappartici.
Non ha senso possedere nulla: condividi, non aggrapparti a nulla. Come puoi possedere qualcosa in questo mondo? Tu non esistevi ancora, e il mondo già esisteva; un giorno non ci sarai più, e il mondo continuerà a esistere. Come puoi possedere? Come puoi rivendicare un qualsiasi possesso? Se sei una persona che medita, tutta la tua vita diventerà una condivisione; darai qualsiasi cosa potrai dare: il tuo amore, la tua comprensione, la tua compassione; qualsiasi cosa sarai in grado di donare -- la tua energia, il tuo corpo, la tua mente, la tua anima -- donerai ogni cosa... e lo farai con somma gioia!
Non esiste gioia migliore del condividere qualcosa. Hai mai dato qualcosa a qualcuno? E' per questo che alla gente piacciono tanto i regali: è un puro e semplice piacere... dare qualcosa -- può non aver valore, può non avere alcuna utilità -- ma il semplice gesto, appaga incredibilmente.
Prova, quindi, a pensare a una persona la cui vita è un dono! Che condivide a ogni istante: quella persona vive in paradiso! Non esiste altro paradiso, all'infuori di questo!
Ed è ciò che Hotei predicava: Dona! Condividi! Cos'altro si può dire, cos'altro si può insegnare?
Lo Zen crede che la verità non possa essere espressa in parole, ma può essere manifestata con dei gesti, con delle azioni. Si può fare qualcosa: non se ne può parlare, ma la si può mostrare.
Non essere attaccato al mondo, ma vivi nel mondo: non esiste alcun posto dove andare. Questo è il solo mondo che esista: non esiste un altro mondo.
Ecco perchè affermo che i monaci rinchiusi nei monasteri, nei templi, nelle grotte dell'Himalaya, sono solo dei fuggiaschi.
Certo, ti invito a rinunciare! Ma non occorre fuggire lontano dal mondo: rinuncia, e rimani nel mondo. Sii nel mondo, senza farne parte. Vivi tra la folla, in piena solitudine,,, fai qualsiasi cosa la vita ti richieda, ma non essere mai colui che fa. Non accumulare alcun ego, con il tuo agire. Ecco tutto!
Non c'è nulla di male, nel vivere nel mondo. Sii partecipe della vita del mondo, ma resta distaccato: questa è l'arte, l'arte di vivere tra i due opposti, l'arte di bilanciarsi tra gli opposti... è un sentiero molto stretto, simile alla lama di un rasoio. Ma è il solo sentiero che esista. Se perdi l'equilibrio, ti lasci sfuggire la verità.
Resta quieora, in questo mondo, e prosegui lungo il tuo cammino, e continua a ridere, nelle profondità del tuo essere... danza lungo il tuo viaggio verso Dio! Canta, gioisci, divertiti, mentre viaggi verso il divino.


Tratto da: Vivere, amare, ridere Ed.NSC

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