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Osho Libro: L'ABC del Risveglio

 

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L'ABC del Risveglio

Una sintesi degli insegnamenti di Osho, raccolti, come in un dizionario della saggezza, per parole."Siamo ciò che pensiamo. Tutto ciò che siamo sorge con i nostri pensieri. Con i nostri pensieri formiamo il mondo." Gautama il Buddha

Un′opera che presenta, dalla A alla Z, le parole chiave del linguaggio di Osho. Mistici e buddha di ogni epoca hanno dovuto trovare il modo di veicolare con le parole quella sublime esperienza da loro vissuta, l′illuminazione, un′esplosione di assoluto e sublime… silenzio!

"Io non parlo per insegnarti qualcosa, io parlo per creare in te qualcosa… Osserva l′esistenza e la sua abbondanza: che bisogno c′era di una così grande varietà di fiori? Le rose sarebbero state sufficienti, ma l′esistenza è abbondante: milioni e milioni di fiori, milioni di uccelli, milioni di animali, tutto in abbondanza… la natura stessa dell′esistenza è l′abbondanza…" Osho
 
 
Libri - Dettagli Indice dei contenuti
 
Oscar Mondadori (Italy)
512
    Introduzione
    Andare al di là delle parole
    Nota al lettore
    L’ABC del risveglio, un dizionario
    spirituale per il “Qui ed Ora”
 
 
 
Estratto da L'ABC del Risveglio
“Osserva l’esistenza e la sua abbondanza: che bisogno c’era di una così grande varietà di fiori? Le rose sarebbero state sufficienti, ma l’esistenza è abbondante: milioni e milioni di fiori, milioni di uccelli, milioni di animali, tutto in abbondanza! La natura non è ascetica: danza ovunque, negli oceani, fra gli alberi. La natura canta dovunque, nel vento che soffia attraverso i pini, negli uccelli. Che bisogno c’era di milioni di sistemi solari e che ogni sistema solare avesse milioni di stelle? Sembra non ce ne fosse bisogno: se si trascura il fatto che la natura stessa dell’esistenza è l’abbondanza, che la sua essenza è la ricchezza e che l’esistenza non crede nella povertà.

La dimensione delle lacrime è andata pressoché perduta: sono permesse solo quando si vive un dolore profondo; la gente ha scordato che si può piangere anche di felicità. Le lacrime comunque non hanno niente a che fare con il dolore e la felicità in se stessi. Le lacrime esprimono che qualcosa dentro di noi è diventato troppo grande e non può più essere contenuto, vuole uscire. Potrebbe essere felicità, infelicità: qualsiasi cosa sia presente intensamente all’interno, ed è incontenibile, si riversa e straripa. La tazza è troppo piena! Le lacrime nascono da questa pienezza, quindi goditele. Il mondo intero dovrebbe reimparare la bellezza del pianto e delle lacrime; infatti, se non riesci a celebrare attraverso le lacrime, vuol dire che non sei mai stracolmo di felicità: riesci a straripare solo quando soffri, in profondo dolore. La logica è semplice: hai perso la dimensione della felicità, la sensazione di essere così felice che la tazza inizia a traboccare.

L’intero passato dell’umanità ha creato una divisione nell’uomo: c’è una guerra civile costante in ogni essere umano; se non ti senti a tuo agio con te stesso, la ragione non è personale, è una malattia sociale. La strategia usata è stata dividerti in due campi nemici: Zorba e il Buddha, il materialista e lo spiritualista. Zorba rappresenta la Terra con tutti i suoi fiori e il suo verde e le montagne e i fiumi e gli oceani. Il Buddha rappresenta il Cielo con le sue stelle, le nuvole e gli arcobaleni.”
Osho
 

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